fase 2 e dentista

Fase 2 e dentista: le regole di prevenzione per gli studi odontoiatrici


Fase 2 e dentista: una questione sulla quale vale la pena interrogarsi per potersi sottoporre alle cure odontoiatriche in totale sicurezza.

Così come nel periodo di massima emergenza sanitaria, anche in questo momento di ripartenza è fondamentale non abbassare la guardia e prestare attenzione alle principali norme igieniche.

Quali sono, allora, le regole che i pazienti devono rispettare per poter usufruire delle prestazioni odontoiatriche e quale il protocollo che il dentista è obbligato a seguire per garantire la prevenzione del contagio? Scopriamolo in questo articolo.

 

Fase 2 e dentista: in che modalità recarsi dall’odontoiatra? 

Come ha affermato anche la Sidp (Società Italiana Parodontologia e Implantologia), la facilità di trasmissione del nuovo coronavirus deve comportare un’importante presa di coscienza, da parte di pazienti e operatori sanitari.

Se, però, in piena emergenza Coronavirus era possibile recarsi dal dentista solo in presenza di situazioni di urgenza, adesso ci troviamo di fronte a una nuova sfida: ripartire con le cure odontoiatriche di routine senza mettere a rischio la salute nostra e altrui.

Come nella fase precedente, anche in questa Fase 2 sarà necessaria una preliminare valutazione telefonica per poter accedere alle cure dentali.

Anche mantenere uno standard elevato di igiene orale, utilizzando quotidianamente spazzolino e filo interdentale, rimane, come sempre, una pratica fondamentale per prevenire l’insorgenza di patologie dentali e gengivali.

Esistono poi alcune facili regole di comportamento che ogni paziente  deve impegnarsi a seguire quando si reca presso il proprio studio Odontoiatrico per un intervento o anche solo per una visita di controllo. Vediamo quali sono.

 

Covid-19 e Studio Odontoiatrico: regole di comportamento per chi si reca dal dentista

Lo scrupoloso rispetto di alcune semplici norme di sicurezza è assolutamente indispensabile per impedire la diffusione del virus. A questo proposito, ecco cinque semplici regole che i pazienti devono seguire per la propria e l’altrui sicurezza: 

  1. Depositare giacche, cappotti e zaini in sala d’attesa o all’interno del guardaroba. Questo perché tali oggetti potrebbero essere entrati in contatto con il virus che, come sappiamo, può sopravvivere sulle superfici per diversi giorni. 
  1. Utilizzare il copriborse se viene dato in dotazione dallo stesso studio dentistico. 
  1. Rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro quando ci si trova in sala d’attesa.
  1. Prima di accedere alle sale operatorie, lavarsi le mani per almeno 20 secondi e utilizzare il disinfettante topico messo a disposizione dal vostro operatore sanitario. 
  1. Evitare contatti fisici e strette di mano con medici e altri operatori. 

Così come i pazienti, anche gli operatori sanitari saranno tenuti a seguire un preciso protocollo per salvaguardare la salute dei propri assistiti.

 

Nuovo Coronavirus: dentista e linee guida per il trattamento Odontoiatrico nella Fase 2

Dal momento che la saliva costituisce uno dei principali veicoli di diffusione del Covid-19, è fondamentale che gli odontoiatri seguano scrupolosamente un protocollo in grado di assicurare la sicurezza dell’ambiente e dei pazienti.

A tal proposito, l’ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), ha provveduto a elencare le metodiche più efficaci atte a scongiurare la diffusione del pericoloso virus:

  • Eseguire un’anamnesi telefonica preliminare per assicurarsi sullo stato di salute generale del paziente.
  • Ricambiare sempre l’aria tra un paziente e l’altro, sia all’interno delle sale operatorie, sia in sala d’attesa. 
  • Utilizzare costantemente i dispositivi di protezione individuali (DPI) mentre si sta operando il paziente; in particolare, sarà necessario indossare una mascherina FFP3 o FFP2 (che protegge l’operatore sanitario) con sopra una mascherina chirurgica (che protegge l’assistito). Saranno inoltre fondamentali degli occhiali o degli schermi protettivi per difendere anche gli occhi da eventuali contatti con goccioline o mucose. 
  • Lavarsi le mani per almeno 20 secondi e, solo in seguito, utilizzare il disinfettante.
  • Detergere sempre le superfici di contatto clinico tra un paziente e l’altro, avendo cura di proteggere tali superfici con dispositivi monouso. 
  • Invitare i pazienti a lavarsi le mani prima di accedere alle sale operatorie e mettere a loro disposizione i disinfettanti topici. 

Il rispetto delle regole da parte di tutti, operatori sanitari e pazienti, è il primo e più efficace metodo per prevenire la diffusione del Covid-19.

Gli studi odontoiatrici, da sempre, mostrano la massima attenzione per quelle che sono le norme igieniche e la sterilizzazione di strumenti e ambienti di lavoro; per questo, recarsi dal dentista rappresenta un’azione del tutto sicura.

Noi dello Studio Medico Olivi Tinarelli seguiamo un protocollo scrupoloso per prevenire la diffusione del contagio e proteggere ciò a cui teniamo maggiormente: la sicurezza dei nostri pazienti. A tal proposito, presso il nostro studio viene effettuato, prima di ogni visita, un controllo della temperatura corporea e della saturazione di ossigeno nel sangue tramite saturimetro.

 

Se hai qualche dubbio riguardo le linee guida da rispettare presso gli studi odontoiatrici durante la Fase 2 o se vuoi prenotare una visita, non esitare a contattarci.

fluoro denti

Fluoro e denti: l’importanza della fluoroprofilassi in odontoiatria

 

Fluoro e denti sani: una correlazione dimostrata ma che rende necessaria qualche precisazione.

Il fluoro è un oligoelemento presente in piccole quantità in quasi tutti i tessuti dell’organismo, in particolare nelle ossa e nello smalto dentale; per questo, si tratta di un elemento estremamente importante in campo odontoiatrico, sia per la prevenzione della carie sia per l’estetica della bocca.

Normalmente, il fluoro viene assimilato attraverso l’alimentazione; le principali fonti di fluoro sono, infatti, il pesce, i frutti di mare, la carne (in particolare quella di pollo), il tè e l’acqua che beviamo tutti i giorni. A volte, però, l’assunzione di questo oligoelemento da fonti alimentari non è sufficiente per la prevenzione di lesioni cariose e diventa necessario l’intervento dell’odontoiatra. Vediamo come.

 

Fluoro e denti: l’importanza per il cavo orale

Come abbiamo già evidenziato, la funzione più importante del fluoro sta nella prevenzione della carie, in quanto svolge un’efficace azione di remineralizzazione delle superfici dentali. Se il fluoro come oligominerale è presente anche (e soprattutto) nella saliva, questo spesso non è sufficiente. Si rivela, così, necessario l’utilizzo topico di composti a base di fluoro per prevenire la demineralizzazione dello smalto con un conseguente effetto anticarie.

È dimostrato come, un’esposizione insufficiente al fluoro, insieme a una dieta eccessivamente ricca di carboidrati fermentabili, possa rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo di lesioni cariose. L’utilizzo di composti fluorati, con posologia e modalità di somministrazione differente a seconda delle necessità individuali, è quindi fondamentale per avere denti sani e robusti.

Per questo la fluoroprofilassi rappresenta oggi una pietra miliare in campo odontoiatrico.

 

Fluoroprofilassi: di cosa si tratta

La fluoroprofilassi, intesa come prevenzione della carie attraverso l’utilizzo topico (quindi solo a livello locale) del fluoro, è una pratica utile per tutti gli individui.

Essa prevede l’applicazione di questo importante elemento sullo smalto dentale, in modo da renderlo più resistente alle sostanze che possono intaccarlo.

Ci teniamo a sottolineare che oggi l’odontoiatria raccomanda l’applicazione del fluoro direttamente sullo superficie dello smalto; sia perché il suo assorbimento avviene quasi esclusivamente a livello topico, sia perché, come vedremo in seguito, l’assunzione per via orale (ad esempio in gocce) e massiccia di fluoro potrebbe provocare effetti collaterali e tossicità.

Esistono, fondamentalmente, due tipi di profilassi:

 

  1. La profilassi topica professionale svolta dal proprio operatore sanitario presso lo studio dentistico. Ne esistono diverse formulazioni tra cui, quella in gel, è la più utilizzata: esso viene applicato attraverso mascherine sottili, che vengono posizionate in modo da aderire perfettamente alla superficie dentale e lasciate in posa per circa 5 minuti. 
  2. La profilassi topica domiciliare svolta a casa dal paziente dietro indicazione del proprio odontoiatra. Verrà consegnato al paziente un gel o una mousse (con una concentrazione di fluoro minore, rispetto a quello usato alla poltrona) che utilizzerà una volta alla settimana al posto del dentifricio. Anche l’utilizzo di specifici dentifrici al fluoro, seppur in maniera minore, aiuta a prevenire la sensibilità dentale e la formazione di lesioni cariose.

 

Fluoro e denti: assunzione sistemica e rischi

La somministrazione di fluoro sotto forma di compresse o gocce è, da tempo, una pratica molto discussa in quanto sono stati dimostrati importanti e numerosi effetti collaterali

Se è vero che la carenza di fluoro aumenta in maniera importante il rischio di carie dentale, il suo iperdosaggio può portare ad avere un quadro patologico noto come fluorosi.

 

La fluorosi: di cosa si tratta

La fluorosi è l’effetto dell’assunzione eccessiva e a lungo termine di fluoro. Il primo segno che caratterizza questa patologia è la presenza di macchie bianche sulla superficie dentale, non eliminabili attraverso una seduta di igiene o un trattamento di sbiancamento dentale. Non solo: queste macchie, man mano che la fluorosi progredisce, possono evolvere in veri e propri solchi.

A rendere il quadro clinico ancora più complicato si aggiunge il fatto che, il danno da eccesso di fluoro, è un danno cumulativo. Il minerale tende, infatti, a sedimentarsi nelle ossa, aumentando così la densità dello scheletro. Questo comporta una progressiva rigidità della struttura ossea con una conseguente possibilità di rottura.

Infine, oltre ad alterazioni dentali e scheletriche, tra gli effetti collaterali più gravi di un iperdosaggio di fluoro si annoverano anche alterazioni sistemiche come disordini endocrini e immunitari.

 

Questo è il motivo per cui, quando si tratta di fluoro e denti, è sempre bene rivolgersi al proprio operatore sanitario di fiducia. Se desiderate avere qualche informazione aggiuntiva o prenotare la vostra seduta di fluoroprofilassi, lo Studio Medico Olivi Tinarelli sarà felice di essere a vostra disposizione. Non esitate a contattarci!

impianti dentali

Impianti dentali: tutto quello che c’è da sapere

La perdita di uno o più denti naturali costituisce un evento invalidante, sia per l’estetica sia per la funzionalità della bocca, soprattutto per quanto riguarda la masticazione. Prima dell’avvento degli impianti dentali in titanio, veniva utilizzato un sistema di protesi fissate ai denti contigui a quelli mancanti (ponti dentali); oppure, quando la qualità dei denti naturali non lo consentiva, si faceva ricorso all’applicazione di apparecchi mobili parziali o totali.

Oggi, grazie al concetto di osteointegrazione elaborato dal Prof. Branemark nel 1952, i risultati nel campo dell’Implantologia dentale hanno fatto passi da gigante, garantendo risultati sempre più affidabili e duraturi nel tempo.

Ma cosa sono, esattamente, gli impianti dentali, quando devono essere utilizzati e in cosa consiste la procedura?

Scopriamolo in questo articolo!

Impianti dentali: cosa sono?

L’implanto-protesi è un tipo di riabilitazione odontoiatrica composta da 3 parti: l’impianto dentale (vite endossea), l’abutment (componente transmucosa) e la protesi finale (corona dentale).

L’impianto dentale è un device medico in titanio che viene inserito nell’osso mandibolare o mascellare, per andare a sostituire la radice del dente naturale mancante. Grazie alla biocompatibilità del materiale (il titanio), l’impianto, trascorso un determinato periodo di tempo, subirà un’osteointegrazione, il processo di integrazione nel tessuto osseo.

L’abutment è quell’elemento che connette l’impianto alla protesi dentale (la corona).

Infine, sopra la vite endossea e l’abutment, viene avvitata la protesi dentale o corona, la parte che sostituisce il dente mancante, riabilitando funzione ed estetica.

Gli impianti dentali possono essere singoli (quando a mancare è un solo dente), ponti (se mancano più denti) o riabilitazioni full arch (quando è necessario sostituire un’arcata intera).

Riabilitazione degli impianti dentali

Ma come si riabilitano gli impianti dentali?

Esistono, fondamentalmente, due tecniche di protesizzazione degli impianti dentali:

  1. a carico immediato: quando viene inserita la vite in titanio all’interno del tessuto osseo e, nella stessa seduta, il dente viene riabilitato protesicamente (cioè viene avvitata la corona dentale).
  2. a carico differito: quando, dopo aver inserito la vite endossea, si aspettano 2-3 mesi per dare il tempo all’impianto di osteointegrarsi e, solo successivamente, si procede all’avvitamento della corona.

Oggi, molti operatori tendono a preferire gli impianti dentali a carico immediato, una terapia implantare assolutamente valida.

Bisogna stare attenti però: questo tipo di intervento non è consigliato per tutte le bocche e sarà compito dell’odontoiatra valutare ogni singolo caso in maniera specifica.

Quando è perché è necessario l’impianto dentale

I motivi che possono portare alla perdita di uno o più denti sono molteplici: una carie non curabile, una frattura dentale, un ascesso non curabile, una parodontite aggressiva.

L’installazione di un impianto dentale risulta assolutamente necessario quando l’assenza del dente:

  • Compromette la normale masticazione;
  • Rischia di causare lo spostamento dei denti contigui o l’abbassamento dei denti soprastanti;
  • Crea un disagio a livello estetico;
  • Compromette la fonetica del paziente.

 

Procedura dell’intervento chirugirco

Il collocamento di un impianto dentale è un intervento chirurgico routinario in odontoiatria; si esegue in anestesia locale, e la durata, se si intende un impianto singolo, è molto inferiore rispetto a quello che un paziente potrebbe immaginarsi.

L’inserimento dell’impianto dentale all’interno del tessuto osseo è una procedura sicura ma piuttosto complessa. Di norma, la procedura di installazione prevede le seguenti fasi:

  • Incisione e sollevamento di un lembo della gengiva, in modo da esporre il tessuto osseo sottostante;
  • Preparazione dell’osso per contenere la vite in titanio;
  • Inserimento dell’impianto;
  • Collocamento della componentistica protesica, nel caso di carico immediato.

Impianti dentali: il decorso post-operatorio

Una volta scomparso l’effetto dell’anestesia, potrebbe subentrare un leggero fastidio, dato dall’atto chirurgico, al quale si può porre rimedio facilmente con l’assunzione di un antidolorifico prescritto dal medico.

In ogni caso, per la prima settimana successiva all’intervento, è molto importante attenersi alle “regole” prescritte dal proprio professionista. E’ fondamentale evitare i cibi duri e le bevande calde, mantenendo un’alimentazione semisolida e a temperatura ambiente.

Solitamente, i tempi di guarigione e per il recupero totale della funzionalità sono relativamente brevi.

Quanto durano gli impianti dentali?

Una domanda che spesso ci viene rivolta dai nostri pazienti che stanno per sottoporsi a questo tipo di intervento è: quanto durano gli impianti dentali? 

Dare una risposta valida universalmente non è possibile. Ovviamente bisogna tener conto di alcune variabili fondamentali come l’età, lo stato di salute del paziente, i fattori di rischio (fumo, diabete, parodontite pregressa) e la qualità del tessuto osseo. Il fattore più importante però, è l’attenzione dimostrata dal paziente nella cura della propria igiene orale domiciliare e le regolari visite di controllo dal dentista.

Ma, se l’atto chirurgico e la gestione protesica vengono eseguiti a regola d’arte e il paziente collabora con una buona igiene domiciliare, l’impianto potrebbe durare anche tutta la vita!

Volete qualche informazione aggiuntiva o siete interessati a ricevere un consulto presso il nostro Studio Medico Olivi Tinarelli? Potete trovare tutti i numeri di riferimento nei nostri contatti.

 

 

pedodonzia

Pedodonzia: il dentista a misura di bambino

Pedodonzia od odontoiatria pediatrica: sappiamo davvero di cosa si tratta e perché è così importante?

Per avere dei denti sani in età adulta, è fondamentale iniziare a curare la bocca fin dalla giovane età, in modo da prevenire l’insorgenza di problematiche e non dover intervenire sui danni causati da stili di vita inadeguati.

L’odontoiatria pediatrica nasce e si evolve proprio in virtù di questo obiettivo: insegnare ai più piccoli l’importanza dell’igiene orale. Per farlo, è necessario rivolgersi a uno specialista, capace di tener conto delle differenze psicologiche e fisiologiche di bambini e adolescenti.

Pedodonzia: di cosa si tratta

La pedodonzia è una disciplina che si basa sulle conoscenze fornite dalle scienze odontoiatriche, declinate nella situazione specifica di sviluppo del bambino, dalla nascita ai 16 anni circa.

Anche la psicologia gioca un ruolo fondamentale nel trattamento odontoiatrico dei piccoli pazienti; in questa fase della vita, infatti, esistono bisogni differenti ai quali va prestata la dovuta attenzione se si vuole evitare il trauma del dentista.

Quando portare il bambino dal dentista per la prima volta

Non esiste un’età minima specifica nella quale portare un bambino a fare la sua prima visita odontoiatrica.

Anche se non ha ancora iniziato la dentizione, infatti, la bocca del bambino può essere soggetta ad alcune patologie come il mughetto, un’infezione del cavo orale molto frequente nella primissima infanzia.

Solitamente, è il pediatra a dare una prima valutazione della bocca del neonato, per poi indirizzare i genitori verso un consulto specialistico odontoiatrico. Al raggiungimento di un anno di età, è consigliato iniziare a monitorare la dentatura da latte (denti decidui) e lo sviluppo della bocca nel suo complesso mentre, per una prima visita odontoiatrica, è possibile aspettare i 2-3 anni del bambino.

In ogni caso, è bene non aspettare che il bambino manifesti qualche simantologia per portarlo dal dentista.

Odontoiatria pediatrica e igiene orale

È indispensabile che l’odontoiatria fornisca, fin da subito, precise indicazioni riguardo alla corretta igiene orale e alle sani abitudini alimentari, in modo da salvaguardare la salute prima dei denti decidui, poi della dentatura definitiva.

Educare i bambini alla corretta igiene domiciliare è, infatti, il primo passo per crescere degli adulti attenti e consapevoli. Un bravo dentista dovrebbe:

  • mostrare al piccolo paziente la corretta tecnica di spazzolamento;
  • definire quante volte e per quanto tempo lavare i denti;
  • insegnare il metodo migliore per rimuovere la placca;
  • fissare sedute di controllo a distanza di 6 mesi circa per monitorare lo stato di salute di denti e gengive.

I trattamenti in pedodonzia

Salvo specifiche complicazioni, esistono dei trattamenti di routine utilizzati per curare le principali problematiche tipiche della bocca dei più giovani.

Pedodonzia e cura delle carie

La cura delle carie è fondamentale anche in presenza dei denti da latte; la perdita pramatura della dentatura decidua, infatti,  può causare delle complicazioni nella fuoriuscita dei denti definitivi. La carie del dente da latte può inoltre andare ad inficiare il dente permanente.

Sigillature dentali

Le sigillature dentali rappresentano una strategia di prevenzione contro la carie pediatrica e vanno eseguite appena nascono i primi denti definitivi.

Tali sigillature vengono effettuate su denti molari e premolari, caratterizzati da solchi profondi che facilitano l’annidamento della placca batterica, causa primaria della carie.

Per ovviare a questo problema, i solchi masticatori vengono riempiti di resina fluida, poi indurita mediante lampada alogena.

Dispositivi correttivi fissi o mobili

Esistono delle alterazioni che, se individuate durante il periodo di crescita, possono essere corrette attraverso l’utilizzo di specifici dispositivi ortodontici (apparecchi).

Stiamo parlando di patologie come quella del palato stretto, una situazione abbastanza comune nei bambini e che comporta difficoltà di respirazione con il naso, soprattutto durante la notte. Oppure la malocclusione (morso inverso o morso incrociato) che può presentarsi già nella fase di dentizione momentanea.

Mai più paura del dentista

Noi dello Studio Medico Olivi Tinarelli sappiamo bene quanto possa essere stressante, per un bambino, una visita odontoiatrica. Per questo crediamo fermamente nell’importanza della pedodonzia: anche le esigenze dei pazienti più piccoli, infatti, vanno ascoltate e capite.

Un ruolo importantissimo nella costruzione di un approccio positivo nei confronti della visita dal dentista lo giocano, sicuramente, i genitori. I familiari devono scegliere con consapevolezza lo specialista a cui rivolgersi perché è con lui/lei che il bambino dovrà sviluppare un rapporto di fiducia. Per questo motivo, salvo indicazioni contrarie, non dovrebbero presenziare durante le cure ma accomodarsi in sala d’aspetto, per non interferire nella relazione dentista-paziente.

Dal canto suo, il pedodonzista, dovrà cercare non solo di creare un ambiente amichevole e privo di ansie ma anche di coinvolgere il bambino, dandogli la possibilità di seguire le fasi del trattamento (attraverso monitor o specchietto) e spiegandogli, passo passo, tutte le procedure.

 

Volete prenotare una visita odontoiatrica per il/la vostro/a bambino/a? Volete ricevere informazioni aggiuntive riguardo alle tecniche utilizzate in pedodonzia? Non esitate a contattarci!

 

 

Sbiancamento dentale fai da te: perché non è una buona idea

Quella dello sbiancamento dentale fai da te, è una delle soluzioni più cercate quando si vuole ottenere un sorriso smagliante da poter sfoggiare con orgoglio. Il problema è che, spesso, queste tecniche casalinghe non fanno altro che mettere a rischio la salute dei denti o delle gengive, senza neanche riuscire a ottenere risultati soddisfacenti sul lungo periodo.

Come fare, quindi, per avere denti bianchi e forti, senza il timore di compiere qualche errore fatale per la nostra bocca? Rivolgendosi a uno specialista, ovviamente.

Sbiancamento dentale fai da te: i rischi di una soluzione casalinga

Prima di parlare dei rischi che comporta uno sbiancamento dentale casalingo, cerchiamo di capire esattamente di cosa stiamo parlando. Lo sbiancamento dentale è un trattamento estetico che serve per correggere le discromie, superficiali o profonde, e per riportare la dentatura al colore originale, fino ad andare a schiarire la tonalità naturale dei denti.

Avere un sorriso bianco e, di conseguenza, giovane, costituisce sicuramente una circostanza desiderabile per la maggior parte delle persone; questo, però, unito all’economicità dei trattamenti fai da te, comporta spesso la scelta di metodi sbagliati e aggressivi che rischiano solo di rovinare i denti. Ma quali sono questi trattamenti casalinghi dannosi?

Dentifrici sbiancanti

I dentifrici sbiancanti sono paste dentifrice abrasive (a granulometria differente) che svolgono la propria azione sbiancante attraverso lo spazzolamento stesso dei denti. Sono tra le soluzioni casalinghe più utilizzate grazie alla loro economicità e alla facile reperibilità.

Rischi: proprio a causa della loro azione abrasiva, i dentifrici sbiancanti, se usati in modo improprio, possono danneggiare lo smalto provocando, nel lungo periodo, un ingiallimento dei denti.

Striscette sbiancanti

Anche note come whitestrips, le striscette sbiancanti sono piccole bande adesive a base di agenti sbiancanti che devono essere fatte aderire ai denti e lasciate in posa per circa mezz’ora; il trattamento va poi ripetuto una o due volte al giorno, per un periodo di due settimane, ma i tempi variano a seconda del prodotto utilizzato.

Rischi: pur non comportando gravi rischi per lo smalto dei denti grazie alla bassa concentrazione degli agenti sbiancanti al proprio interno, le striscette sbiancanti non possono essere considerate un trattamento del tutto efficace; inoltre, i risultati ottenuti, rimarranno visibili solo per poche settimane.

Soluzioni fai da te

Tra le soluzioni fai da te per lo sbiancamento dentale troviamo i trattamenti cosiddetti “naturali” che sono, in realtà, i più dannosi per lo smalto dei denti. Una delle tecniche più comuni tra le mura domestiche è, sicuramente, l’utilizzo del bicarbonato di sodio; la sua azione altamente abrasiva può, non solo ledere lo smalto, ma anche provocare ustioni superficiali delle musose e piccoli traumi al margine gengivale.

Un altro rimedio considerato inoccuo è l’impiego dell’aceto di mele, diluito o meno in acqua, per effettuare degli sciacqui orali; in realtà si tratta di un ingrediente molto aggressivo che, alla lunga, può andare a peggiorare il problema, provocando una graduale demineralizzazione dei denti.

Infine, un prodotto sempre più utilizzato per lo sbiancamento dentale fai da te è l’acqua ossigenata. L’utilizzo improprio del perossido d’idrogeno, anche se in basse concentrazioni, è pericolosissimo per la salute della bocca: può generare, infatti, delle importanti infiammazioni alle gengive e, in generale, ai tessuti molli.

Ma come funziona davvero lo sbiancamento dentale?

Le discromie dentali (cioè le alterazioni di colore) possono essere di due tipi: estrinseche o intrinseche.

Le discromie estrinseche appaiono sulla superficie dei denti  e che vengono facilmente rimosse con una semplice detartrasi professionale. Alcuni prodotti, anche casalinghi, possono rimuoverle parzialmente.

Le discromie intrinseche, invece, vivono tra le microfessure dello smalto e nella profondità della dentina (lo strato del dente sotto lo smalto). I dentifrici sbiancanti possono eliminare alcune delle macchie estrinseche più superficiali ma solo gli agenti sbiancanti possono rimuovere le più difficili e profonde discromie estrinseche ed intrinseche.

Gli agenti sbiancanti attivi (Perossido di Idrogeno o Perossido di Carbammide) contenuti nei gel sbiancanti professionali, infatti, penetrano nello smalto e raggiungono le molecole che causano le macchie. I radicali liberi di ossigeno rilasciati dall’agente attivo, decompongono tali molecole, rendendole non più visibili.

L’alternativa allo sbiancamento dentale fai da te: i trattamenti professionali

Se i rimedi casalinghi sono spesso causa di problemi dentali come il danneggiamento dello smalto, i trattamenti professionali rappresentano la soluzione perfetta per ottenere un sorriso bello e sano. Lo sbiancamento dentale eseguito sotto il controllo del professionista è garanzia di sicurezza e permette di ottenere i migliori risultati possibili.

Lo sbiancamento va, infatti, eseguito solo dopo un’attenta anamnesi del paziente, grazie alla quale verrà identificato il trattamento più adeguato alle sue esigenze; deve inoltre essere preceduto da una pulizia professionale dal momento che la placca inibisce o riduce l’effetto degli agenti sbiancanti.

Il professionista dentale poi supervisiona l’intero processo, controllando i progressi e trattando eventuali effetti collaterali quali la sensibilità.

 

Come Studio Medico Olivi Tinarelli, utilizziamo due metodi per lo sbiancamento dentale:

Trattamento sbiancante alla poltrona Opalescence Boost 40%

Esistono tecniche di sbiancamento “medicali” che utilizzano una concentrazione di principio attivo (Perossido di Idrogeno 40%) molto più alta rispetto ai prodotti che si trovano in commercio o che vengono prescritti come trattamenti domiciliari.

Questa tipo di trattamento è un sistema di sbiancamento dentale che viene effettuato in studio, sotto stretto controllo del dentista o dell’operatore.  La seduta ha una durata di 40 minuti circa (può arrivare fino a 60). L’attivazione dell’azione sbiancante non richiede l’utilizzo di una lampada o del laser; è sufficiente, infatti, lo specifico gel sbiancante Opalescence che, oltre a sbiancare, migliora la salute generale dei denti.

Lo sbiancamento domiciliare con White Dental Beauty

Per lo sbiancamento domiciliare con White Dental Beauty, vengono utilizzate delle mascherine personalizzate realizzate attraverso l’impronta del paziente, in modo da aderire perfettamente alla bocca. A seconda dei livelli di concentrazione del gel a base di perossido carbammide, la mascherina deve essere tenuta in posa per 2, 3 o 4 ore; il corretto protocollo da seguire verrà scelto insieme al proprio dentista. Questo sistema di sbiancamento permette di rimuovere le macchie superficiali e di illuminare i denti dall’interno.

Una volta effettuato un trattamento di sbiancamento dentale, è necessario seguire un corretto regime alimentare per evitare di vanificare i risultati ottenuti; quindi, per almeno 4 giorni, niente cibi pigmentati che possano mettere a rischio la bellezza del sorriso ritrovato: caffè, spinaci, salsa di pomodoro, mirtilli, barbabietole, tè e tisane, aceto balsamico, coca cola e, ovviamente, vino rosso.

 

Se avete deciso di dire basta al dannoso sbiancamento dentale fai da te e siete interessati ai trattamenti professionali personalizzati, non esitate a contattare il nostro Studio Medico.

curare la parodontite

Parodontite: cure, cause e prevenzione

La parodontite (conosciuta anche come piorrea) è un’infezione batterica che interessa l’apparato di sostegno del dente (parodonto), composto dalla gengiva, dal legamento parodontale e dall’osso alveolare.

Questa patologia, se non curata adeguatamente, può portare alla distruzione dei tessuti che assicurano sostegno ai denti, causandone, prima la mobilità, poi la perdita degli stessi.

 

Parodontite: le cause

La parodontite è, in primo luogo, dovuta alla presenza di placca dentale, una patina appiccicosa e opalescente che va a depositarsi sulla superficie dei denti al termine dei pasti. Se la patina non viene rimossa con un’adeguata igiene orale, su di essa iniziano a formarsi e proliferare intere colonie batteriche che, insieme ad altre sostanze presenti nella saliva, vanno ad aderire al dente formando una specie di “scudo”.

Questa sorta di corazza attorno al dente prende il nome di tartaro e la sua durezza non permette di essere rimosso in autonomia (con lo spazzolamento o il filo interdentale) ma richiede un trattamento professionale in uno studio dentistico, come un intervento di detartrasi

Trascurare la placca e il tartaro può far insorgere, velocemente, i primi sintomi della gengivite, che costituisce proprio la fase iniziale della parodontite. Il processo infiammatorio che interessa le gengive, infatti, se trascurato, porta a un arretramento delle gengive e/o alla formazione delle cosiddette tasche parodontali, nelle quali si annidano i batteri della placca. Questa proliferazione batterica, porterà a un’infiammazione del parodonto e delle ossa che sostengono i denti.

 

Fattori di rischio

Abbiamo detto che la parodontite può essere il risultato diretto di una scarsa igiene orale e questo significa che, con le dovute precauzioni, può essere facilmente evitata e/o controllata. Esistono, tuttavia, dei fattori di rischio:

  • fumo;
  • abbassamento delle difese immunitarie;
  • predisposizione genetica;
  • senilità. 

 

I sintomi della parodontite 

La parodontite costituisce una condizione grave ed irreversibile, con importanti conseguenze a lungo termine sulla salute e sull’aspetto di denti e delle gengive; per questo motivo, è importante non lasciare che il processo degeneri e prestare attenzione alle prime avvisaglie. Recatevi subito dal vostro dentista se siete in presenza dei seguenti sintomi

 

Sintomi precoci della parodontite

  • Sanguinamento gengivale, anche a seguito di uno spazzolamento energico o della masticazione di cibi duri; 
  • rossori e gonfiori anomali sulle gengive o rammollimento delle stesse;
  • alito cattivo.

 

Sintomi tardivi della parodontite

  • Aumento della mobilità dentale;
  • copioso sanguinamento;
  • alitosi importante;
  • recessione gengivale ed esposizione delle radici;
  • dolore diffuso (raramente)

 

Come curare la parodontite

Meglio prevenire che curare: mai proverbio fu più azzeccato, soprattutto quando parliamo di denti. Il modo migliore per curare la parodontite è, infatti, la prevenzione

 

Prevenire la parodontite

Il miglior mezzo di prevenzione della parodontite consiste in una buona igiene orale, utilizzando accuratamente lo spazzolino (a setole morbide) dopo ogni pasto, almeno tre volte al giorno;  il filo interdentale è un altro strumento fondamentale per la salute dei denti, da utilizzare almeno una volta al giorno per evitare che rimangano residui di cibo negli spazi tra i denti. Inoltre, sarebbe importante utilizzare una tecnica di igiene orale personalizzata, studiata appositamente dal dentista per la vostra bocca. 

Anche astenersi dal fumo costituisce un’ottima prevenzione della parodontite perché le sostane tossiche contenute in esso, il calore sprigionato durante l’utilizzo e la vasocostrizione causata, favoriscono la progressione della malattina; ugualmente, limitare gli alcolici aiuta a mantenere sani denti e gengive. 

Infine, non può esserci prevenzione senza dei controlli odontoiatrici periodici (ogni 6-12 mesi) che permettono di identificare i sintomi precoci della parodontite prima che la situazione diventi irreversibile. 

 

Trattamenti odontoiatrici per curare la parodontite

Quando i primi sintomi della parodontite hanno già cominciato a manifestarsi, è necessario sottoporsi a dei trattamenti odontoiatrici:

  • Detartrasi: rimozione meccanica della placca dentale e del tartaro per scongiurare un’infiammazione gengivale. La pulizia viene effettuata attraverso metodo manuale e con ultrasuoni, completando la pulizia con la lucidatura della superficie dei denti;
  • Levigatura radicolare: rimozione del tartaro presente all’interno della tasca parodontale, in modo che i tessuti infiammati vadano a riposizionarsi correttamente. 

Se detartrasi e levigatura radicolare non dovessero risultare sufficienti per il trattamento della parodontite, sarà necessario ricorrere ad interventi chirurgici

 

Rimedi naturali per la parodontite 

In concomitanza con i trattamenti odontoiatrici, possono essere utilizzati diversi rimedi naturali per alleviare i sintomi della parodontite o piorrea e rendere più veloce la guarigione. Tali rimedi sono per lo più erbe e piante officinali che svolgono un’azione antibatterica e antinfiammatoria, agendo, quindi, sulle cause di questa patologia:

  • Salvia: utile in tutti i casi di infezione della bocca, i risciacqui con un decotto di salvia sono particolarmente indicati in presenza di gengive gonfie o arrossate;
  • malva: le foglie della malva hanno proprietà emollienti, esercitando, sui tessuti irritati, un effetto lenitivo e decongestionante;
  • propoli: le sue proprietà antibatteriche ed antinfiammatorie, possono essere molto efficaci come aiuto naturale al trattamento professionale della parodontite;
  • pepe nero: possiede proprietà mediche che riducono le infezioni batteriche e aiutano a rinforzare il tessuto gengivale;
  • aloe vera: utilizzato in gel da applicare sulle gengive, aiuta a lenire e disinfiammare i tessuti;
  • tea tree oil: sotto forma di lozione, il tea tree oil (olio essenziale di Melaleuca) è molto utile per evitare la formazione di placca e, quindi, per contrastare l’insorgere della piorrea. 

 

Parodontite e terapia laser

Un altro valido approccio terapeutico per trattare la parodontite, da utilizzare solo in alcuni casi specifici, è rappresentato dalla terapia laser. Il trattamento laser presenta diversi vantaggi

  • Permette di raggiungere zone altrimenti inaccessibili;
  • è totalmente indolore;
  • non richiede anestesia;
  • ha tempi di guarigione molto brevi;
  • riduce la maggior parte dell’infiammazione in una sola seduta;
  • ha un’alta percentuale di successo.

Il trattamento laser per la parodontite, insieme a un’igiene orale professionale e all’eliminazione dei fattori scatenanti, aiuta a conservare i propri denti naturali.

 

Vuoi saperne di più riguardo alla parodontite o piorrea o pensi di averne avvertito i primi sintomi? Contatta il nostro studio e ti fisseremo un appuntamento il prima possibile. 

 

 

Odontoiatria per Bambini

Lo studio medico odontoiatrico Olivi Tinarelli di Bologna propone tra i diversi servizi la pedodonzia o odontoiatria pediatrica.

I nostri servizi di pedodonzia o odontoiatria pediatrica, per la prevenzione e la cura delle patologie odontostomatologiche dei pazienti in età evolutiva, sono indicati dai 2 ai 16 anni.

Trattiamo tutte le problematiche tipiche dell’età, dedicandoci anche all’ insegnamento di una corretta igiene orale per i nostri pazienti più piccoli.

Servizio di Radiologia Dentale Medica

La radiologia in uno studio odontoiatrico moderno rappresenta un elemento estremamente importante, sia per offrire aiuto al clinico per la diagnosi di lesioni clinicamente non manifeste che per la programmazione e il controllo dei trattamenti in atto.

Lo studio medico odontoiatrico Olivi Tinarelli di Bologna fornisce tra i suoi servizi la radiologia medica dentale, per la produzione e l’interpretazione a fini diagnostici o terapeutici di immagini radiologiche.

Lo studio si avvale delle più avanzate tecnologie oggi a disposizione per la diagnostica per immagini.

Protesi Dentali per la Sostituzione dei Denti

Lo studio medico odontoiatrico Olivi Tinarelli di Bologna include tra i trattamenti offerti anche quella delle protesi dentali.

Le protesi dentali hanno la funzione di riabilitare le operazioni orali dei pazienti affetti da edentulia (mancanza di denti) parziale o totale, attraverso la sostituzione dei denti naturali con elementi dentari artificiali.

Alcuni tipi di interventi protesici possono essere impiegati per correggere anomalie estetiche di forma, colore o posizione dei denti naturali.

Esistono inoltre differenti tipi di protesi dentali: protesi fisse e protesi mobili ma anche protesi totali, protesi su impianti, protesi Toronto.

Per conoscere maggiori dettagli sui nostri servizi visita il nostro sito web o contattaci!

Benvenuti sul nuovo sito di Olivi Tinarelli Studio Medico

Gentili lettori,

Siamo felici ed entusiasti di informarVi dell’apertura di questo nuovo sito web e vi ringraziamo in anticipo per il tempo che dedicherete a leggere questa breve comunicazione.

Il sito è stato realizzato pensandolo come il nuovo nucleo e fulcro della parte comunicativa dell’attività; verrà inoltre adoperato per mostrare, a chi è interessato, le attrezzature e mezzi che utilizziamo quotidianamente insieme a tutti i servizi che offriamo, senza dimenticare le future novità che in qualche modo coinvolgeranno noi e soprattutto Voi.

Siamo un centro medico odontoiatrico che si è specializzato nel corso degli anni nel saper analizzare la situazione medica di ogni singolo paziente per poi trovare la soluzione più adatta a risolvere ogni tipo di problema.

Lo studio è gestito da persone con molta esperienza e professionalità, qualità che sono messe a completa disposizione di tutti coloro che avranno bisogno di aiuto.

Vogliamo essere il vostro punto di riferimento: lo studio odontoiatrico di Bologna si presenta come una figura affidabile che, per mezzo di un personale preparato ed efficiente, sa sempre come aiutarVi.

Siamo pronti per questa nuova avventura che ci si para davanti.

E voi volete intraprendere insieme a noi questo percorso?

Cordiali saluti,

Lo Staff di Olivi Tinarelli Studio Medico